Schlein in direzione: agli alleati «uno non vale uno», a Meloni «avete fallito»
Nella direzione del Pd del 2 ottobre Elly Schlein ha avvertito gli alleati che al tavolo del programma «uno non vale uno», perché il Pd ha il doppio dei voti, e ha aperto alle primarie. A Giorgia Meloni ha risposto con dieci critiche al governo e la richiesta di andare al voto; la premier le ha definite «dieci falsità». Giuseppe Conte ha replicato che le primarie sono inevitabili e che sul riarmo gli elettori stanno con lui; la relazione è passata senza il voto dei riformisti.
Sinistra 6
Cronaca della relazione: Schlein rivendica il doppio dei voti sul programma comune, chiede elezioni anticipate e risponde alla premier con critiche numeriche.
Schlein a Meloni: "Avete fallito, andate a casa". E a Conte: "Pd primo partito, uno non vale uno"
Le due formule della segretaria in testa, prima Meloni e poi Conte; il sommario registra la relazione approvata e i riformisti che non partecipano al voto.
Il giorno dell'orgoglio di Schlein, stavolta avvisa Conte: «Noi abbiamo il doppio dei voti»
Racconta una Schlein che smette di non rispondere a Conte, rivendica il primato del Pd e apre alle primarie; nota però che il tavolo del programma resta fermo.
Schlein passa all'attacco: «Il Pd ha il doppio dei voti 5S»
Dal sommario: la segretaria attacca establishment, Conte e Meloni, rivendica la guida della coalizione per i voti presi e si prepara alle primarie; Conte risponde che sulle armi gli elettori stanno con lui.
Resoconto dell'intervento: il paese consegnato fermo dal governo, «prima si vota meglio è», poi l'appello all'unità con il paletto sul peso dei partiti nel programma.
Inquadra la direzione come tappa verso l'assemblea del 18 ottobre e la candidatura a Palazzo Chigi: leadership, primarie e programma sul tavolo, sassolini tolti con Conte, stoccate a Meloni.
Centro 19
Mette in fila le frasi della segretaria: programma scritto con tutta l'alleanza ma pesi diversi, Pd primo partito dell'opposizione, mai più divisi a favore della destra.
Conte: "Non ci sono alternative alle primarie, se Schlein vuole Renzi farà lei da garante"
La replica di Conte: «uno vale uno» vuol dire contare i cittadini contrari al riarmo; primarie senza alternative, e Renzi lo garantisca Schlein.
Schlein contro Conte: "Ho il doppio dei voti". E lui: "Ora primarie"
Legge il discorso come un attacco a Conte senza nominarlo: il programma del Pd è pronto, gli altri hanno aspettato. Chiude sulle primarie e sui riformisti che non votano.
Schlein avverte Conte: "Al tavolo del programma uno non vale uno". E attacca Meloni: "Avete fallito"
La volta in cui Schlein mette da parte la linea «testardamente unitaria», prende di petto Conte e apre la partita delle primarie; poi l'attacco al governo.
Resoconto quasi senza commento: il peso del Pd nella coalizione, poi le contestazioni al governo su caro vita, povertà e rinuncia alle cure.
Commento: un discorso per «predicare al coro» dopo settimane molli e sondaggi in calo. Partono primarie e campagna contro la destra, ma su armi e Ucraina resta la dipendenza da Conte.
Retroscena tra Leopolda e Pd: dopo il «terzo nome» di Conte arriva la risposta di Schlein sui pesi in coalizione. Guarda con scetticismo agli intrighi sulle primarie.
Unità e «sintesi alta» sulla politica estera, ma al momento di scrivere il programma i partiti non peseranno uguale. Su Kiev il sostegno resta, senza aspettare l'ultimo fucile.
Schlein avverte gli alleati: «Sul programma uno non vale uno». E sulla leadership: «Normale che guidi chi prende un voto in più»
Due paletti prima del tavolo sul programma, peso dei partiti e guida al primo partito, e primarie se gli alleati non ci stanno. Chiude con lo scontro a distanza con Meloni.
Schlein e il duro messaggio a Conte: «Generosi sì, ingenui no. Non è che "uno vale uno"». La relazione passa all'unanimità dei presenti, i riformisti non votano
Retroscena della direzione come «Elly pride»: l'applauso più lungo arriva quando la segretaria punta Conte su programma e leadership. Registra il tono nuovo e l'astensione dei riformisti.
Schlein, dieci accuse al governo. E avverte i 5S: «Uno non vale uno». Conte: «Ora primarie inevitabili»
La direzione come una «sassaiola»: dieci accuse a Meloni, l'avviso agli alleati, un gruppo dirigente che non si fa «portare a spasso». Chiude con Conte sulle primarie.
Cronaca lunga della relazione: orgoglio per il primo partito, avviso agli alleati, dieci critiche al governo e replica social di Meloni, senza commento.
Giornata di forza della segretaria, che chiude al federatore e conferma il sostegno a Kiev; dà spazio a Conte sulle primarie e alle sue riserve sul riarmo.
Cronaca della relazione: dieci critiche alla premier, avviso agli alleati sul peso dei voti, poi il post di Meloni sulle «dieci falsità» e la replica di Conte.
Il «messaggio più forte» ai futuri alleati, la relazione approvata senza l'ala riformista e la risposta di Conte sulle primarie.
Schlein: “Meloni mi chiede una critica vera, gliene dico almeno 10”
Destra 6
Il discorso come lungo attacco a Conte, mai nominato, seguito dalla replica di Bonelli; il titolo dichiara il campo largo «a pezzi».
Campo largo e nervi tesi, Schlein attacca Conte: "Uno non vale uno"
I colpi di Schlein vanno soprattutto a sinistra, contro alleati di un campo largo sempre più minato; la segretaria «indossa l'elmetto» e respinge le ricostruzioni di Conte, Fratoianni e Bonelli.
Una (Schlein) non vale uno (Conte): una segretaria 2.0 nella Direzione del Pd
Una Schlein «2.0» che lascia il mantra scuola-sanità-salari per rivendicare il primo posto nella coalizione; nota che su Kiev sorvola, che i riformisti storcono il naso e che Conte replica sul riarmo.
Commento sarcastico sulla direzione del Pd: Schlein prova a imporsi sugli alleati, Conte la ribalta chiedendo le primarie e la minoranza riformista non vota la relazione.
"Nel programma uno non vale uno, il Pd ha il doppio dei voti". Schlein va allo scontro con gli alleati
Titola sullo scontro con gli alleati e racconta con ironia il «giorno di Elly Schlein», chiedendosi se scenda in campo; riporta il no alle larghe intese.
Schlein va allo scontro con Conte: "Abbiamo il doppio dei voti, non è che uno vale uno. Generosi sì, ingenui no"
Il «giorno dell'orgoglio dem» chiuso con la relazione approvata ma senza i riformisti, letto come scontro con Conte e con dirigenti «disorientati».
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