§ Metodologia
Come funziona Postilla
Postilla è un progetto di critica del giornalismo italiano. Confronta come testate diverse trattano la stessa notizia e prova a rendere visibili i frame editoriali che orientano il racconto dei fatti. Questa pagina raccoglie i criteri di metodo che reggono il progetto: cosa viene citato e come, cosa significano i quattro assi della mappa, come vengono riviste le valutazioni, quali testate vengono incluse.
Criteri di citazione
Postilla è uno strumento di critica e analisi del pluralismo informativo italiano. Per mostrare come testate diverse trattano la stessa notizia, è necessario riportare passaggi degli articoli originali. La citazione segue criteri pensati per restare aderenti alla finalità di critica e al rispetto del lavoro giornalistico altrui.
Titoli
Il titolo di ogni articolo viene riportato integralmente. Il titolo è la sintesi che la testata stessa ha scelto per presentare la notizia ed è il cuore di ciò che Postilla confronta.
Sommari e occhielli
Quando l'articolo originale ha un sommario o un occhiello sotto le 30 parole, lo riportiamo integralmente. Se più lungo, ne riprendiamo solo l'inciso saliente o lo parafrasiamo.
Estratti dal corpo dell'articolo
Una sola citazione per fonte, di massimo 30 parole, e solo quando aggiunge qualcosa rispetto al titolo. Se il titolo già esprime in modo chiaro la posizione della testata, la citazione dal corpo viene omessa.
Parafrasi
Quando il punto giornalistico va illustrato ma una citazione testuale non è essenziale, Postilla parafrasa con parole proprie. Le parafrasi non hanno limite di lunghezza ma devono essere effettivamente parafrasi, non copie mascherate.
Attribuzione
Ogni citazione e ogni parafrasi sono attribuite alla testata di origine e all'autore quando indicato. Il link all'articolo originale è sempre presente e cliccabile.
Finalità
Le citazioni servono a confrontare come testate diverse hanno trattato la stessa notizia. Non sostituiscono la lettura degli articoli originali: ne mostrano frammenti significativi per finalità di critica e analisi.
I quattro assi
Lo spazio politico-mediatico italiano non si lascia descrivere bene da un unico asse sinistra-destra. Una testata può essere fortemente liberista in economia e contemporaneamente garantista in tema di giustizia; un'altra può essere europeista sulle istituzioni comunitarie e sovranista quando si parla di NATO. Postilla mappa ogni testata lungo quattro assi indipendenti, ciascuno dei quali cattura un clivage diverso del dibattito pubblico italiano.
I quattro assi non esauriscono lo spazio politico italiano. Sono le quattro dimensioni che, dall'osservazione del giornalismo italiano contemporaneo, ci sono parse le più nitide e le più ricorrenti. Altre dimensioni esistono (l'asse ambientalista, il rapporto con i populismi, l'atteggiamento verso la tecnologia) e in futuro la mappa potrebbe espandersi.
Ogni testata riceve un punteggio da -5 a +5 su ciascun asse, dove gli estremi rappresentano posizioni nettamente polarizzate e i valori centrali posizioni moderate. Lo 0 non significa imparzialità: indica una posizione centrale, oscillante, o una testata che semplicemente tratta poco i temi di quell'asse. L'assenza di posizione netta non è la stessa cosa dell'equilibrio.
Il segno del punteggio (positivo o negativo) è una convenzione cartesiana per collocare le testate sui due lati dell'asse. Non implica giudizio di valore: il polo statalista ha segno negativo per ragioni di rappresentazione grafica, non perché sia "meno" del polo liberista.
Asse economico, statalista o liberista
Misura quanto una testata difende l'intervento dello Stato nell'economia rispetto al primato del mercato e dell'iniziativa privata.
Il polo statalista (-5) raggruppa posizioni favorevoli a un ruolo forte dello Stato come regolatore, redistributore e produttore: difesa della spesa pubblica, della tassazione progressiva, dei diritti dei lavoratori, delle nazionalizzazioni o del controllo pubblico su settori strategici. È il polo dell'intervento contro le diseguaglianze.
Il polo liberista (+5) raggruppa posizioni favorevoli al mercato come principale meccanismo di allocazione delle risorse: privatizzazioni, riduzione della pressione fiscale, flessibilità del lavoro, contenimento della spesa pubblica, fiducia nell'impresa privata. È il polo dell'efficienza e della concorrenza.
Temi italiani su cui questo asse si misura concretamente: riforma del lavoro, fisco e patrimoniale, sanità pubblica e privata, ITA Airways e Telecom, salario minimo, sussidi e reddito di cittadinanza.
Asse culturale, progressista o conservatore
Misura il rapporto della testata con i cambiamenti sociali, l'identità, la famiglia, le minoranze.
Il polo progressista (-5) raggruppa posizioni favorevoli all'estensione dei diritti civili e all'apertura culturale: matrimoni e adozioni per coppie omosessuali, diritto all'aborto, fluidità di genere, accoglienza dell'immigrazione come fattore di arricchimento, laicità dello Stato. È il polo del cambiamento sociale.
Il polo conservatore (+5) raggruppa posizioni favorevoli alla custodia delle tradizioni, dell'identità nazionale, della famiglia naturale e del ruolo pubblico della religione. Difende la continuità culturale e guarda con cautela alle trasformazioni rapide dei costumi. È il polo dell'identità e della tradizione.
Temi italiani su cui questo asse si misura concretamente: unioni civili e diritti LGBTQ+, immigrazione come tema culturale (e non economico), gestione della maternità surrogata, ius scholae e cittadinanza, ruolo della Chiesa e dei simboli religiosi.
Asse geopolitico, sovranista o europeista
Misura il rapporto della testata con l'integrazione sovranazionale, sia europea sia atlantica. È l'asse che mappa il posizionamento internazionale.
Il polo sovranista (-5) raggruppa posizioni che difendono la sovranità nazionale rispetto alle cessioni a istituzioni sovranazionali: scetticismo sull'Unione Europea e i suoi vincoli (Patto di stabilità, BCE, Mercato Unico), ma anche, in alcuni casi, autonomia rispetto agli equilibri atlantici (NATO, supporto militare a Kiev, allineamento con Washington). È il polo del primato nazionale.
Il polo europeista (+5) raggruppa posizioni favorevoli all'integrazione europea e all'ancoraggio occidentale: difesa dell'Unione, dell'euro, delle istituzioni comuni; solidarietà atlantica, sostegno alla NATO e all'Ucraina, allineamento con gli alleati occidentali. È il polo dell'integrazione sovranazionale.
Il punteggio è una sintesi del posizionamento prevalente della testata. Euro-scetticismo e atlantismo possono divergere in alcune testate. Quando questo accade in modo netto, la scheda della testata lo specifica.
Temi italiani su cui questo asse si misura concretamente: politica europea (PNRR, Mes, Patto di stabilità), guerra in Ucraina e invio di armi, rapporti con la Cina e con la Russia, immigrazione vista come questione di confini e accordi internazionali, posizione sui dazi e sul commercio internazionale.
Asse istituzionale, giustizialista o garantista
Misura il rapporto della testata con il sistema giudiziario, la magistratura e l'uso pubblico delle inchieste.
Il polo giustizialista (-5) raggruppa posizioni che mettono l'accento sulla funzione di accertamento della responsabilità e di contrasto alla corruzione: ampia copertura delle inchieste in corso, pubblicazione delle intercettazioni, fiducia nel ruolo civile della magistratura, severità verso la classe politica indagata. È il polo che vede nella giustizia uno strumento di trasparenza.
Il polo garantista (+5) raggruppa posizioni che difendono le garanzie procedurali dell'imputato e dell'indagato: presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, prudenza nella pubblicazione di intercettazioni, separazione delle carriere, critica all'uso della custodia cautelare, scetticismo verso il rapporto sbilanciato tra procure e stampa. È il polo che diffida del potere giudiziario.
Temi italiani su cui questo asse si misura concretamente: separazione delle carriere, riforma della giustizia, casi giudiziari di figure politiche (da Berlusconi a Renzi a Salvini), trattativa Stato-mafia, pubblicazione delle intercettazioni, riforma della prescrizione, casi come Garlasco o l'inchiesta di Genova.
Log delle rifiniture punteggi
I punteggi assegnati alle testate sui quattro assi non sono congelati. Possono essere rivisti, e quando lo sono Postilla ne tiene traccia in modo trasparente.
Le revisioni nascono dall'osservazione continua del modo in cui ogni testata copre i temi di attualità. Una testata può spostarsi su un asse perché cambia la direzione editoriale, perché la sua linea su un tema cambia in modo netto e duraturo, o perché un caso specifico fa emergere un posizionamento che le precedenti valutazioni avevano sottostimato. Le oscillazioni occasionali su singoli articoli, invece, non sono motivo di revisione: il punteggio descrive la linea prevalente, non ogni variazione contingente.
Le valutazioni iniziali con cui ogni testata entra nella mappa sono lo stato di partenza del progetto e non sono registrate in questo log. Da qui in avanti, ogni cambio è documentato con data, asse interessato, valore precedente e nuovo, e una motivazione sintetica.
Al momento, il log è vuoto. Si popolerà con le prime revisioni.
Revisioni
Nessuna revisione registrata.
La Postilla
Ogni storia in evidenza si apre con una breve nota di Postilla. È la voce del progetto, non una voce esterna. Compare prima delle fonti e prepara il lettore a confrontarle.
La nota può fare tre cose: dare il contesto fattuale della notizia (cifre, attori, cronologia), osservare come le testate la stanno trattando (chi le dedica la prima pagina e chi una breve in pagine interne, chi la inquadra come crisi e chi come opportunità, quali termini ricorrono e quali sono assenti), aprire alla lettura comparata indicando dove le divergenze tra fonti varranno la pena essere osservate.
Quello che la nota non fa è esprimere un giudizio sulla notizia stessa. Postilla non si schiera sul merito dei fatti. Si occupa di come quei fatti vengono raccontati. Questo confine tra commento sul fatto e commento sul racconto del fatto è la linea su cui il progetto sta in piedi.
La lunghezza varia in base a quanto c'è da dire. In genere tra 60 e 100 parole, mai meno di 40 e mai più di 150. Quando una notizia non offre materiale di confronto interessante, le fonti parlano da sole con una nota minima di contesto; quando offre molto, la nota orienta senza sovrastare.
La nota è scritta in voce impersonale. Non è firmata: è Postilla a parlare, non una persona singola dentro Postilla.
Colonna forzata
Nella pagina di una storia, le fonti sono distribuite in tre colonne in base al loro orientamento culturale prevalente: sinistra al centro e destra. La collocazione di default di ogni testata viene dal suo punteggio sull'asse culturale, descritto nella sezione precedente.
Ci sono però storie in cui una testata si discosta nettamente dalla propria linea abituale. Quando questo accade in modo evidente e non come oscillazione occasionale, Postilla sposta la testata nella colonna che corrisponde al modo in cui ha trattato quella specifica storia. È un meccanismo che chiamiamo colonna forzata.
La logica è raccontare con onestà cosa sta succedendo. Lasciare una testata progressista nella colonna di sinistra anche quando ha scritto qualcosa di nettamente conservatore nasconderebbe proprio quello che Postilla vuole mostrare: che le linee editoriali non sono monolitiche e che i media italiani, su certi temi, riservano sorprese.
Quando una testata è in colonna forzata, il fatto viene segnalato al lettore. Una piccola indicazione visiva accanto al nome della testata segnala lo spostamento, e una nota sintetica spiega perché è stata collocata altrove rispetto al suo posto abituale.
Vale la pena distinguere due cose. La colonna forzata è una decisione strutturale sulla storia: dice dove mettere la testata. La nota sotto la fonte, descritta nella prossima sezione, è una decisione locale sulla singola citazione: commenta cosa la testata ha scritto in quel pezzo. Le due cose non si sovrappongono e non si duplicano. Quando una testata è in colonna forzata, la sua presenza nella colonna inattesa parla da sola; la nota della fonte resta libera di occuparsi di altro.
Criteri di inclusione delle testate
La scelta delle testate da includere nella mappa segue criteri pensati per restituire, allo stesso tempo, il pluralismo del giornalismo italiano e il peso reale che le singole testate hanno nel dibattito pubblico.
Postilla non aspira all'esaustività. Aspira a una selezione rappresentativa: un insieme di testate che, lette insieme, mostrano al lettore italiano da quanti angoli diversi può essere raccontata la stessa notizia.
Cosa serve per essere mappati
Una testata viene considerata per l'inclusione se possiede insieme queste caratteristiche.
Natura giornalistica. Si tratta di una testata regolarmente registrata, con direttore responsabile e una redazione professionale. Sono esclusi i blog personali, i siti di propaganda partitica esplicita, gli aggregatori automatici di notizie e i progetti di puro commento senza redazione.
Copertura generalista. La testata copre almeno politica, economia, esteri e cronaca. Sono escluse le testate iper-specializzate (solo sport, solo finanza tecnica, solo cultura) anche quando autorevoli nel loro ambito.
Copertura nazionale. Postilla mappa testate nazionali. Le testate locali, anche importanti, non rientrano nella mappa: il loro racconto di un fatto locale non è confrontabile con quello delle testate nazionali sullo stesso fatto.
Rilevanza nel dibattito pubblico. La testata deve avere un peso effettivo nella conversazione informativa italiana. Postilla non fissa una soglia numerica di tiratura o di audience: una soglia esatta sarebbe arbitraria e invecchierebbe presto. La rilevanza è valutata qualitativamente combinando audience, citazioni da parte di altre testate, presenza di firme nel dibattito pubblico, peso delle inchieste pubblicate.
Indipendenza formale dai partiti politici. Sono esclusi gli organi di partito e di sindacato. L'appartenenza a un'area culturale o politica, invece, non è un motivo di esclusione: Postilla mappa anche testate dichiaratamente di area, perché la loro voce è parte legittima del pluralismo che vogliamo rappresentare. Una linea editoriale schierata è una posizione, non una compromissione.
Quotidiani, settimanali, agenzie
La mappa include tre categorie diverse di testate, che funzionano in modi diversi.
Quotidiani (cartacei e online-native). Sono il nucleo della mappa: producono il flusso continuo di articoli che alimenta sia il feed sia le storie in evidenza. La distinzione tra cartaceo storico e online-native non è rilevante: per Postilla un giornale online di qualità è giornalismo quanto un quotidiano centenario.
Settimanali. Sono inclusi nonostante il loro contributo al feed quotidiano sia limitato. Il loro peso si misura soprattutto sulle storie in evidenza, dove un editoriale settimanale spesso aggiunge profondità o un'angolazione che i quotidiani non hanno avuto tempo di sviluppare.
Agenzie di stampa. Postilla include le agenzie principali (ANSA, AGI, Adnkronos). Le agenzie non hanno una linea editoriale di commento nel senso classico del termine: producono notiziari intenzionalmente neutri nella forma. La loro impronta si esprime altrove, nelle scelte di copertura (quali notizie privilegiare, quali ignorare), nella titolazione, nella scelta delle fonti da chiamare per prime. Anche queste scelte sono mappabili lungo i quattro assi, soprattutto in considerazione della proprietà e del controllo: una cooperativa di editori, una società privata e un'agenzia controllata da una grande impresa pubblica orientano in modi diversi il proprio lavoro, pur nella forma neutra.
Una lista aperta
La lista delle testate mappate non è chiusa. Si amplia man mano che il progetto cresce e che emergono lacune nella rappresentazione del pluralismo italiano. Le revisioni della lista, quando avvengono, sono parte dell'evoluzione di Postilla e non vengono giustificate caso per caso.