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esteri 28 agosto 2026 26 fonti

Morto Ratko Mladic, condannato all'ergastolo per il genocidio di Srebrenica

Ratko Mladic, ex comandante delle forze serbo-bosniache, è morto il 27 agosto 2026 a 84 anni nel centro di detenzione delle Nazioni Unite dell'Aja, dopo una serie di ictus. Scontava l'ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità: condannato in primo grado nel 2017 per il massacro di oltre ottomila musulmani bosniaci a Srebrenica nel 1995 e per l'assedio di Sarajevo, sentenza confermata in appello nel 2021. Il 22 agosto i giudici avevano respinto l'ultima richiesta di scarcerazione umanitaria.

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Ratko Mladic in aula al Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia durante la lettura della sentenza
Ratko Mladic in aula all'Aja durante la lettura della sentenza di primo grado, novembre 2017.

Sinistra 10

Il Manifesto 28 ago
Sintesi

La morte del generale come uscita di scena dell'architetto del genocidio, in una Bosnia che resta divisa tra chi lo venera e chi lo condanna.

Il titolo è l'unico apertamente di parte del gruppo: il gioco di parole sul boia serve a negare a Mladic qualsiasi assoluzione postuma.
MicroMega 28 ago
Sintesi

Il percorso giudiziario, dall'incriminazione del luglio 1995 ai sedici anni di latitanza fino alla conferma in appello del 2021, intrecciato alle voci di due donne bosniache: per Nadja Mujčić "la sua morte non risolve niente", per la ricercatrice Alma Mustafić il genocidio finisce solo quando si affronta l'ideologia fascista che lo ha prodotto.

Come il Manifesto e l'Espresso carica il titolo di giudizio, ma sposta il fuoco dal boia alle vittime e all'ideologia che gli è sopravvissuta.
Valigia Blu 2 set
Sintesi

Racconta la Serbia dopo la morte: gli onori di Stato decisi da Vučić, i raduni a Banja Luka e a Srebrenica, l'indagine della Procura bosniaca su Dodik per glorificazione, il 52% dei serbi della Republika Srpska che nel 2025 lo considerava un eroe. La morte diventa strumento elettorale in vista del voto anticipato di ottobre, contro il movimento studentesco che contesta Vučić da due anni.

Uscito sei giorni dopo, è l'unico pezzo del corpus che sposta il fuoco dall'Aja a Belgrado: non la biografia del condannato ma la politica serba che lo celebra.

Centro 6

Il Post 27 ago
Sintesi

Scheda didattica su carriera militare, condanna per genocidio, sedici anni di latitanza e arresto nel 2011.

Destra 10

Il Messaggero 27 ago
Sintesi

Cronaca essenziale della morte e della condanna, con una sezione di reazioni che riporta per intero l'elogio funebre del quotidiano nazionalista serbo Politika.

È l'unica testata italiana che lascia scorrere per intero il necrologio celebrativo di Politika, riportato come documento e non commentato. Lo stesso pezzo esce identico su Il Mattino, dello stesso gruppo: qui conta come una voce sola.
Il Foglio 27 ago
Sintesi

Ricostruzione documentata di latitanza, processo e atrocità, con attenzione al culto che sopravvive in Serbia tra murales e negazionismo.

Nella stessa giornata il Foglio pubblica anche un editoriale collegato, "È morto Ratko Mladic, ma non la sua eredità", che chiede di disarmare culturalmente le società. Qui teniamo il pezzo di cronaca, che è accessibile.
Sintesi

Racconto narrativo delle atrocità, con citazioni dagli atti del processo e un passaggio sull'influenza di Mladic su stragisti successivi, da Breivik a Christchurch.

È il pezzo più lungo del gruppo e l'unico che tira una linea tra Srebrenica e il terrorismo suprematista degli anni successivi.
Cronologia della verifica fonti
  • 28 agosto 2026 → 23 fonti (8 sinistra, 5 centro, 10 destra)
  • 29 settembre 2026 → 25 fonti (10 sinistra, 5 centro, 10 destra)
  • 23 ottobre 2026 → 26 fonti (10 sinistra, 6 centro, 10 destra)
Le testate che hanno trattato la notizia in seguito potrebbero non essere incluse.

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