Il Consiglio costituzionale francese boccia il divieto di social agli under 15
Il 14 agosto il Consiglio costituzionale francese ha dichiarato incostituzionale l'articolo che vietava l'accesso ai social ai minori di 15 anni, definendolo una limitazione sproporzionata della libertà di espressione. Macron ha incaricato il premier Lecornu di riscrivere la norma entro la primavera del 2027, mentre resta in piedi il divieto di cellulari nelle scuole. In Italia il disegno di legge analogo, sostenuto da Fratelli d'Italia e Partito democratico, è fermo in Senato.
Sinistra 7
Il titolo intesta la bocciatura a Macron; il corpo riporta le motivazioni dei giudici e la scadenza della primavera 2027.
Francia, bocciato il divieto «under 15» di accesso ai social
Legge faro dell'Eliseo affondata: il pezzo tiene il registro della censura costituzionale e della sconfitta politica di Macron.
La Consulta francese ridà i social agli under 15: "Vietarli è un limite eccessivo della libertà di espressione"
Unico titolo che rovescia il fatto in positivo per i minori, la decisione come restituzione di un diritto.
Bocciatura più ordine di riscrittura, con il dettaglio del ricorso presentato dai deputati socialisti e di France Insoumise.
Unico editoriale del giro: approva la bocciatura perché il divieto non toccava il problema vero, l'uso inconsapevole degli schermi.
Aggiunge il rilievo sulla verifica dell'età senza garanzie di privacy e ricorda che il divieto di cellulari nei licei resta in piedi.
Le principali criticità del ban sui social per i minori
Scritto all'approvazione della legge, elenca le sue lacune: nessun metodo di verifica dell'età, elenco delle piattaforme rimandato ad Arcom, l'esperienza australiana con i minori spostati su altre piattaforme, la lettera di 405 esperti di cybersicurezza sui rischi dei dati biometrici, le VPN. Propone la via di Amnesty, regolare le piattaforme e non i minori, e il modello estone dell'educazione digitale al posto dei divieti.
Centro 15
Cronaca asciutta che mette in evidenza chi ha attivato i giudici, socialisti e France Insoumise.
Unico a spiegare i due difetti tecnici contestati: la verifica dell'età senza un responsabile designato e il trattamento identico di un bambino di otto anni e di un quattordicenne.
Il pezzo è collocato in Tecnologia e non in Esteri: la scelta di sezione toglie al fatto la cornice politica.
Francia, la Corte costituzionale boccia il divieto di social network per gli under 15: «Sproporzionato»
Cronaca delle motivazioni con sottotitolo dedicato ai giudici, chiude sul mandato a Lecornu.
Taglio esplicativo, cosa succede ora, senza giudizio politico.
Il sottotitolo è tutto sulla nota dell'Eliseo: conta più il seguito della bocciatura.
Tra i pochi a precisare che i giudici lasciano aperta la strada a un divieto mirato e che il divieto di cellulari nei licei non è stato toccato.
Mette in titolo la reazione di Macron più che la bocciatura, e segnala che il divieto di cellulari a scuola resta.
Stesso pezzo del Messaggero, entrambe le testate sono del gruppo Caltagirone.
Cronaca senza cornice politica, centrata sulla richiesta di riscrittura della norma.
Lancio d'agenzia che però usa la parola schiaffo per Macron, tono meno neutro del solito.
Lancio d'agenzia; l'indirizzo della pagina è più assertivo del titolo.
Lancio d'agenzia con la reazione di Macron in titolo.
Cronaca televisiva della decisione, con la motivazione dei giudici in titolo.
Francia, no al divieto dei social per gli under 15: la Consulta boccia la legge voluta da Macron
Destra 4
Cantonata mette in ridicolo Macron: il fatto vale soprattutto come inciampo del presidente francese.
Schiaffo a Macron in titolo, ma il corpo è equilibrato e nota che i giudici lasciano spazio a un divieto mirato.
Lo stop ai social per i minori divide già Francia e Australia: ecco cosa sta succedendo
Unica testata che non isola il caso francese: lo affianca all'Australia, dove il governo accusa le grandi piattaforme di sabotare il divieto.
La Corte boccia Macron sullo stop ai social per gli under 15
Archivia il caso sotto famiglia e pro vita, insiste sul buco della verifica dell'età e aggiunge una stoccata personale a Macron.
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