Cinque attiviste italiane fermate da Israele in Cisgiordania e rimpatriate
Il 22 ottobre l'esercito israeliano ha fermato cinque attiviste italiane ad al-Bweib, a sud di Hebron, mentre accompagnavano contadini palestinesi nella raccolta delle olive. Israele le accusa di essere «promotrici del terrorismo», il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito il fermo «inaccettabile». Dopo l'intervento della Farnesina sono state rimpatriate la mattina del 24 ottobre.
Sinistra 3
Mette in testa la richiesta di Tajani di liberare subito le cinque donne prese dall'esercito israeliano e il giudizio di fermo inaccettabile. Il racconto sta dalla parte delle attiviste.
Cisgiordania, dopo l'espulsione dei Tartarotti Israele ferma cinque attiviste italiane. La Farnesina: "Rilascio immediato"
Legge il fermo come il seguito dell'espulsione di padre e figlio Tartarotti, cioè come una stretta di Israele sui volontari stranieri che accompagnano i contadini palestinesi.
Ricostruisce il fermo ad al-Bweib: le volontarie affiancavano famiglie palestinesi, sono trattenute a Kiryat Arba, i consolati chiedono di incontrarle e la data del rilascio non è confermata.
Centro 8
Intesa tra Farnesina e Israele per il rientro delle cinque attiviste
Segue la trattativa diplomatica per il rimpatrio delle cinque attiviste fermate a sud di Hebron, con i dubbi sui voli del venerdì e la partenza non ancora confermata.
Lancio d'agenzia che mette in primo piano Tajani: il fermo è inaccettabile e la sicurezza di Israele non si difende colpendo la Cisgiordania.
Lancio sul rimpatrio avvenuto in mattinata, costruito sulla nota della Farnesina, con la visita consolare della sera prima all'aeroporto di Tel Aviv.
Farnesina: "Rimpatriate le cinque italiane fermate in Cisgiordania"
Spiega che l'esercito ha arrestato undici attivisti stranieri e una persona palestinese che accompagnavano agricoltori nella raccolta delle olive, tra loro cinque italiane destinate all'espulsione.
Rientrate in Italia le cinque attiviste fermate dall'IDF in Cisgiordania
Ricostruisce il rientro annunciato dalla Farnesina e il fermo da parte dell'esercito israeliano durante la raccolta delle olive.
Destra 9
Cisgiordania, la Farnesina ottiene il rimpatrio di cinque attiviste italiane. "Promotrici del terrorismo", l'accusa da Israele
Porta nel titolo l'accusa israeliana, riportata come tale: le cinque avrebbero violato la legge in una zona militare chiusa usando la raccolta delle olive come copertura.
Cisgiordania, le attiviste italiane della raccolta delle olive fermate e interrogate. Il giornalista con loro: «Siamo stati schedati da coloni armati»
Racconta le cinque donne verso l'espulsione e dà spazio nel titolo al giornalista che era con loro, che parla di coloni armati: il punto di vista è quello dei fermati.
Israele, tensione sul voto. Fermate 5 attiviste italiane in Cisgiordania. La Farnesina: rilasciatele
Inserisce il fermo nella tensione prima del voto israeliano: le volontarie proteggevano i palestinesi nella raccolta e documentavano le violenze dei coloni.
Soldati israeliani uccisi dai terroristi. Netanyahu «chiude» la Cisgiordania
Racconta l'offensiva israeliana dopo l'attacco vicino a Hebron dal punto di vista della sicurezza di Israele; le attiviste compaiono alla fine, con la richiesta di liberazione di Tajani.
Racconta la chiusura della Cisgiordania decisa da Netanyahu dopo l'attentato vicino a Hebron e mette in coda il rimpatrio delle cinque attiviste annunciato dalla Farnesina.
Le cinque attiviste italiane espulse da Israele
Racconta il fermo e l'espulsione tramite l'autorità israeliana per l'immigrazione e riporta la reazione di Tajani, per cui le cinque non hanno commesso alcun reato.
Annuncia il rientro dopo la visita consolare al Ben Gurion e inserisce il fermo nella stretta contro i volontari stranieri che proteggono i raccoglitori di olive palestinesi.
Breve sul rimpatrio annunciato dalla Farnesina, con il dettaglio che le cinque avevano potuto chiamare i loro legali già il giorno prima.