I bandi per l'insediamento E1 e la nota dei quattro governi europei
Il 20 agosto 2026 Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno diffuso una nota congiunta che definisce inaccettabile la pubblicazione dei bandi di gara israeliani per il progetto di insediamento E1, a est di Gerusalemme, e chiede al governo di Israele di revocare i piani. La nota avverte anche le imprese di non partecipare alle gare, ricorda che il diritto internazionale considera illegali gli insediamenti in Cisgiordania e arriva mentre a Bruxelles si discute un pacchetto di sanzioni. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha respinto la richiesta; negli stessi giorni i coloni sono tornati ad abitare a Kadim, insediamento del nord della Cisgiordania smantellato nel 2005.
Sinistra 7
West Bank, rinasce vecchia colonia. Dall'Ue solo parole
Mette il ritorno dei coloni in una vecchia colonia accanto ai funerali di Gaza e liquida la reazione europea come pura retorica: l'espansione avanza, Bruxelles produce solo dichiarazioni.
Riporta la nota per intero e ci aggiunge i numeri del bando e la lettura di Peace Now sulla tempistica: offerte entro il 19 ottobre, otto giorni prima delle elezioni israeliane.
Al fatto aggiunge il giudizio che gli alleati di Israele condannano da anni senza mai mettere in discussione il rapporto. Ricostruisce Oslo, i 160 insediamenti, i 700mila coloni.
Roma con Londra e Parigi: "Stop agli insediamenti dei coloni in Cisgiordania"
Titolo e sommario mettono in primo piano l'adesione italiana alla condanna e l'effetto del piano E1, cioè rendere impossibile uno Stato palestinese. Nessun contraddittorio israeliano visibile.
Alla nota europea affianca in sommario l'ambasciatore statunitense Huckabee, che definisce l'appropriazione di proprietà altrui una violazione religiosa, spostando il tema sul piano morale.
Francia, Germania, Italia e Regno Unito contro Israele: «Stop agli insediamenti in Cisgiordania, sono illegali»
Mette l'illegalità nel titolo e struttura il pezzo in tre blocchi: illegalità, violenza dei coloni, avvertimento alle imprese. Nessuna replica israeliana.
Apre citando la dichiarazione congiunta dei quattro leader e la colloca nel quadro dell'instabilità in Cisgiordania: registro di cronaca diplomatica, il fatto è la presa di posizione europea.
Centro 7
Imposta la giornata come polemica bilaterale fra Londra e Gerusalemme e dà ampio spazio alla replica israeliana. Chiude con la scheda tecnica su E1: 3.412 unità, 12 chilometri quadrati.
Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi: "No al piano di Israele in Cisgiordania"
"Israele ponga fine ai piani di espansione in Cisgiordania", la nota congiunta di Francia, Germania, Italia e Regno Unito
Lancio di agenzia che riporta la dichiarazione congiunta senza reazione israeliana, senza contesto sul progetto E1 e senza commento.
Destra 4
Cisgiordania (da Roma a Londra) fronte europeo contro Israele: "Le imprese non partecipino alle gare d'appalto"
Riporta quasi per intero la dichiarazione e ci monta sopra l'allarme di Guterres sulla minaccia esistenziale alla soluzione a due Stati. In titolo la parte più operativa, l'avvertimento alle imprese.
Francia, Germania, Italia e Regno Unito: "Israele revochi i piani per gli insediamenti in Cisgiordania"
Ricostruisce la dichiarazione e ne allarga il perimetro alle altre reazioni internazionali, dando rilievo alla linea dura di Londra che convoca l'incaricato d'affari israeliano.
Guerriglia in Cisgiordania, morto un 17enne palestinese. Anche l'Italia critica Israele per la colonia E1 (da 1.200 nuove case)
«Cisgiordania, basta colonie» Londra, Roma, Parigi e Berlino condannano il piano israeliano
Corrispondenza da Gerusalemme che tratta la nota come uno scontro diplomatico a due voci: spazio pari alla condanna europea e alla replica del ministro Sa'ar, poi il caso australiano.
- 21 agosto 2026 → 16 fonti (8 sinistra, 5 centro, 3 destra)
- 13 ottobre 2026 → 18 fonti (7 sinistra, 7 centro, 4 destra)