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esteri 17 agosto 2026 19 fonti

Cinque anni di talebani a Kabul, tra celebrazioni e diritti azzerati

Il 15 agosto 2026 i talebani hanno celebrato nella sala della Loya Jirga i cinque anni dalla presa di Kabul e dal ritiro delle truppe americane. Nello stesso giorno le agenzie Onu hanno ricordato che l'istruzione resta negata alle ragazze sopra i dodici anni, che metà delle organizzazioni femminili afghane rischia la chiusura e che il piano umanitario è finanziato al 41 per cento. In Europa il dibattito si è spostato sulla normalizzazione del regime, dopo l'accordo tedesco che accetta funzionari indicati da Kabul nelle sedi diplomatiche afghane in cambio di collaborazione sui rimpatri.

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Il palazzo reale di Kabul, in Afghanistan

Sinistra 4

Domani 13 ago
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Sintesi

Mentre il regime continua a perseguitare le donne, le cancellerie europee trattano rimpatri con Kabul e finiscono per legittimare i talebani sulla scia dell'accordo tedesco.

È il pezzo più esplicitamente politico del giro: sposta il bersaglio dal regime alle capitali europee. Domani copre l'anniversario anche dal lato italiano, con il ritratto di una rifugiata afghana arrivata a Roma nel 2021.
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Sintesi

Il bilancio sui diritti delle donne si salda a un attacco diretto alle cancellerie europee che hanno riaperto il dialogo con i talebani, con le voci italiane di Emergency e Pangea.

Stesso asse di Domani: diritti negati più critica alla normalizzazione europea. Sono le due testate che tengono insieme l'anniversario e il dossier rimpatri.
la Repubblica 14 ago
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Bilancio del quinquennio costruito su voci e denunce raccolte all'interno del paese: repressione delle donne, esecuzioni, fame, libertà di stampa azzerata. Il ritiro americano è l'innesco, non il tema.

Repubblica dedica all'anniversario tre pezzi. Accanto ai due di Brera pubblica il racconto di Alberto Cairo, a Kabul da trentasei anni, che è l'unico testo del polo a non chiudere in denuncia e a cercare un margine nelle generazioni cresciute con internet.
Sintesi

Cinque anni senza progressi su diritti, sviluppo e infrastrutture, con l'isolamento internazionale rimasto invariato: il ritiro occidentale è trattato come lo spartiacque di un fallimento.

Il Fatto affianca al bilancio un reportage da Kabul di Costanza Spocci che parte dal pronto soccorso di Emergency e misura il quinquennio con i feriti invece che con le celebrazioni.

Centro 8

Il Post 15 ago
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Ricostruzione dei decreti che in cinque anni hanno escluso le donne da scuola, lavoro e vita pubblica, con i dati di Onu, UN Women e Unesco, e con l'isolamento diplomatico che si allenta.

Con Sky TG24 è la testata del centro che collega la repressione interna all'interesse europeo per i rimpatri, cioè al punto su cui si dividono i due poli.
ANSA 14 ago
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Bilancio d'agenzia: istruzione negata dopo i dodici anni, stime Onu sulle ragazze escluse, denunce di Amnesty su torture e pene corporali, repressione della protesta di Herat.

Usa l'espressione apartheid di genere citandola come definizione delle Nazioni Unite, non in proprio: è la differenza di registro che separa l'agenzia dalle testate schierate.
AGI 14 ago
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Il bilancio è tenuto insieme dalla voce di una ong italiana: piano umanitario finanziato al 41 per cento, donne espulse dal lavoro, microimprese femminili come ripiego.

Porta uno dei pochi ganci italiani della copertura, con il lavoro della ong Nove Caring Humans e il ricordo del ponte aereo del 2021.

Destra 7

Il Foglio 14 ago
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Si parte dalle proteste di Herat, con gli slogan ripresi dalle iraniane, per arrivare alle centinaia di decreti che soffocano donne e dissenso; e si attacca la realpolitik europea sui rimpatri forzati.

Mette i diritti davanti al securitario e critica i rimpatri verso uno stato che applica la sharia, una posizione distante dal registro abituale del polo. È il contraltare esatto del Corriere, stesso giorno e stesso evento.
Sintesi

Cinque anni di Emirato riconosciuto solo dalla Russia, mentre l'Occidente si ferma a una pietà rituale; con il ricercatore Giustozzi si evoca il rischio che un collasso economico trasformi in export il know how di guerriglia afghano.

La domanda che organizza il pezzo è se convenga trattare, non chi abbia colpa: è il framing realpolitik che il Foglio, dallo stesso polo, rifiuta.
Avvenire 16 ago
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Memoriale in prima persona che rivendica i risultati dell'intervento occidentale e legge il ritiro come una scelta sbagliata subita, collegandola al segnale che avrebbe incoraggiato Putin in Ucraina.

Firma di un ex ambasciatore italiano alla Nato. Il frame atlantista e interventista diverge dalla linea abituale di Avvenire, di norma umanitaria e critica verso l'intervento militare. Porta anche il gancio italiano dei 53 caduti e di Maria Grazia Cutuli.
La Verità 14 ago
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Con l'AfD vicina al 30 per cento, Merz accetta funzionari indicati da Kabul nelle missioni diplomatiche afghane in Germania in cambio di collaborazione sui rimpatri.

L'anniversario non è il soggetto: lo è la pressione migratoria. I talebani diventano la controparte da usare per le espulsioni, non il regime da giudicare. È una divergenza di agenda, non solo di taglio.
Il Messaggero 14 ago
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Bilancio a schede: una persona su due dipende dagli aiuti, milioni di sfollati, diritti delle donne azzerati, e la ricostruzione del 15 agosto 2021 dal volo militare partito da Kabul con 640 persone a bordo.

Insieme ad Adnkronos porta il gancio italiano dell'operazione Aquila Omnia, oltre cinquemila evacuati di cui 4.890 afghani.
Cronologia della verifica fonti
  • 17 agosto 2026 → 17 fonti (4 sinistra, 5 centro, 8 destra)
  • 13 ottobre 2026 → 19 fonti (4 sinistra, 8 centro, 7 destra)
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