Piano casa, via libera della Camera e scontro sull'assegnazione delle case popolari
La Camera ha approvato il decreto Piano casa il 23 giugno (165 sì, dopo la fiducia con 168 voti), un pacchetto da centomila alloggi in dieci anni tra recupero di edilizia pubblica e investimenti privati. L'esame degli ordini del giorno è però deragliato in una bagarre: il deputato di Futuro Nazionale Rossano Sasso ha contrapposto i nomi italiani a quelli stranieri sui citofoni delle case popolari ('non più Giuseppe e Maria, ma Omar, Mohamed, Abdul'), rivendicando la priorità agli italiani nelle assegnazioni. Le opposizioni hanno parlato di razzismo e di richiamo alle leggi del 1938; la deputata dem Ouidad Bakkali ha lasciato l'aula. Futuro Nazionale, il gruppo di Roberto Vannacci, ha votato contro il piano.
Sinistra 5
'Sui citofoni non abbiamo più Maria, ma Omar'. 'Approccio razzista'. Scontro tra i vannacciani e il centrosinistra
«Sasso difende la richiesta di assegnare le case popolari 'prima agli italiani e molto dopo a bengalesi, pachistani e marocchini': 'È un'opinione politica, non razzismo'.»
Futuro nazionale attacca gli immigrati. Bagarre alla Camera
«I vannacciani chiedono a Salvini linee guida per la premialità agli italiani nelle assegnazioni delle case popolari.»



